Visualizzazione post con etichetta dominicana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dominicana. Mostra tutti i post

martedì 24 luglio 2018

L'acqua in Repubblica Dominicana


mercoledì 13 dicembre 2017

Permesso o carta di soggiorno per stranieri: come fare?


Oggi, dopo tanto tempo, scrivo un nuovo articolo sul mio  blog affrontando  un argomento davvero spinoso, difficile da affrontare che spesso diventa un vero e proprio tormento per chi deve affrontarlo di persona, cioè richiedere un permesso (o una carta) di soggiorno in Italia per un parente straniero.
Naturalmente io posso solo raccontarvi la mia esperienza personale che, però, credo possa essere utile (anche molto) per tanti.
Innanzitutto, per chi ancora non mi conosce, mi racconto in breve: mi sono sposato nel 2011 in Repubblica Dominicana con la mia attuale moglie che ho conosciuto proprio in quello splendido Paese. Per le Leggi vigenti e gli accordi tra le due nazioni, era pressochè obbligatorio che il matrimonio avvenisse in RD (Repubblica Dominicana... non chiamatela Santo Domingo che è il nome della sola capitale, per favore), dato che non potevo in alcun modo ottenere un qualche visto per farla venire in Italia e sposarla qua.
Quindi così  ho fatto e due giorni dopo la cerimonia (civile, altrimenti per poter richiedere i documenti non sarebbe servita a niente), ho fatto la richiesta di trascrizione del matrimonio in Italia ed immediatamente dopo del visto, presso l'ambasciata italiana a Santo Domingo. Dopo poco più di un mese, mi ha raggiunto nel nostro Paese.
Diciamo che la burocrazia dominicana è semplice da affrontare anche se a volte può apparire terribilmente macchinosa, ma così non è. La parte difficile, a volta "aleatoria" e spesso anche fastidiosa riguarda tutte le pratiche che si devono svolgere presso i vari uffici italiani. Infatti immediatamente dopo è cominciata tutta la trafila per richiedere il permesso di soggiorno, facendo code interminabili ad orari assurdi, inizialmente all'aperto, senza nemmeno protezioni contro gli agenti atmosferici, esposti al pubblico "ludibrio"... Ma tralasciamo questo aspetto: per fortuna con il passare degli anni anche la Questura di Genova (città dove vivo) si è "umanizzata" ed ha provveduto a fornire un supporto più degno e civile ai poveri diavoli come me e come chi si trovava nella stessa situazione, magari senza conoscere nessuno, in desolante abbandono ed autonomia....
Comunque tutto è andato bene, poi dopo due anni ci ha raggiunto la figlia piccola di mia moglie (all'epoca 11enne) e tutto sommato l'esperienza non è stata troppo traumatica, anche perchè si trattava di un qualcosa di già vissuto, anche se leggermente differente.
Quest'anno, invece, abbiamo voluto far venire in Italia (per vacanza e poi poter lavorare presso conoscenti in un'altra città) la figlia maggiorenne di mia moglie e ci siamo ritrovati a combattere contro i mulini a vento... Tutta un'altra storia, una sorta di tragedia greca.
E  non perchè i regolamenti fossero cambiati totalmente, ma per via dell'insensibilità, dell'umore e della mancata vita sessuale totale di determinate persone, quelle che avrebbero dovuto solamente controllare i documenti ed agevolare il percorso di persone che non sbarcano in Italia con un gommone, ma che seguono scrupolosamente tutte le Leggi e che, quindi, possono essere presi a calci tranquillamente.

Ora, sbollito il nervoso, passo ad elencare i documenti necessari per richiedere una carta di soggiorno per una persona (figlio o figlia di vostra moglie o vostro marito) nel nostro Paese (per lo meno quelli necessari ad oggi, dicembre 2017):
  • CERTIFICATO DI NASCITA DEL RICHIEDENTE, TRADOTTO ED APOSTILLATO NEL PAESE DI ORIGINE (*)
  • Passaporto del richiedente (figlia o figlio) del permesso
  • Fotocopia del passaporto (figlia o figlio) di tutte le pagine scritte o timbrate
  • Passaporto del genitore  (madre o padre, straniera/o)
  • Fotocopia del passaporto (madre o padre, straniera/o)
  • Codice fiscale del genitore  (madre o padre, straniera/o)
  • Fotocopia del codice fiscale del genitore (madre o padre, straniera/o)
  • Carta di identità del coniuge italiano
  • Fotocopia della carta di identità del coniuge italiano
  • Dichiarazione di cessione di fabbricato (compilata dal coniuge italiano) che si ottiene recandosi al Commissariato di Polizia più vicino alla propria abitazione, il prima possibile dal giorno di arrivo in Italia del richiedente del permesso (è per comunicare che la persona, entrata nel nostro Paese il tale giorno, si trova temporaneamente in quella determinata abitazione)
  • Fotocopia della dichiarazione di cessione di fabbricato
  • 4 fotografie del richiedente (figlia o figlio) del permesso
  • 1 marca da bollo da 16euro

Attenzione! Non pensiate mai di portare solamente gli originali, sperando che le copie le facciano lì in Questura! Una volta esisteva, qua a Genova, una fotocopiatrice  ma quasi sempre era guasta e comunque gli impiegati non trattengono MAI gli originali  (devono sempre rimanere a voi, controllate sempre se per sbaglio qualcuno sia rimasto a loro).
Per quale motivo ho evidenziato il primo dei documenti e l'ho anche contrassegnato con una (*)? Perchè quello per me è stato l'oggetto di nervoso, stress e maledizioni... Vi spiego come deve essere presentato, in modo che nessuna impiegata possa rovinarvi la vita con pretese di precisione assurde.
Parentesi: io cerco e solitamente riesco ad essere simpatico con tutti i vari funzionari che ho incontrato, un po' per empatia, un po' perchè sono un paraculo, quindi le altre volte che avevo incontrato questa chiamiamola-signora, avevamo  instaurato un rapporto di simpatia e dato il mio lavoro di tecnico informatico, avevo anche fatto un piccolo piacere a suo figlio che si era recato nel mio laboratorio per un problema con la sua email. Beh, non avevo nemmeno immaginato che quella persona potesse essere così sgradevole, come si è rivelata. In primis le avevamo portato (come per la figlia piccola) un certificato di nascita tradotto e legalizzato tramite il Consolato Dominicano di Genova e lei non solo l'aveva rifiutato ma ci aveva minacciato di far strappare la carta di soggiorno della piccola se la volta prima avessimo usato lo stesso tipo di iter (che i Consolati "tentano" di usare ma che non vanno bene...). Ovviamente sono riuscito  a fare la figura del tonto, ricordandomi che avevamo seguito la strada giusta ma... quale doveva essere? Sono sicuro, comunque, che era esattamente quello che la megera ci aveva richiesto. Comunque questa volta esige quanto segue:
  1. Certificato di nascita "in extensa", stampato nel Paese di origine (nel nostro caso, la Rep. Dominicana)
  2. La traduzione del documento, redatta presso il Paese di origine
  3. L'apposizione di una APOSTILLA sul certificato di nascita
  4. L'apposizione di una APOSTILLA sulla traduzione del certificato di nascita


Cosa sarebbe questa APOSTILLA???
Può essere un foglio o  solamente un timbro che "legalizza" la veridicità del documento. Solitamente è solo  un foglio di carta  utilizzato per far spendere dei soldi ai comuni mortali. Comunque sia il certificato di  nascita che la traduzione  e ripeto, entrambi stampati nel PAESE DI ORIGINE, quindi portati con sè durante il viaggio del richiedente del permesso oppure, come è successo a me che ho dovuto telefonare ad un parente della ragazza, mandargli i soldi necessari per adempiere a questa pratica e pagare il trasporto del plico tramite corriere espresso DHL (la sola spedizione, che mi ha permesso di ricevere tutto in  3-4 giorni mi e' costata circa SESSANTA EURO!!!).
A fianco ecco un esempio di apostilla che ho ricevuto, dopo la PRIMA richiesta della megera...

Anche qua aggiungo un enorme... ATTENZIONE!!!!
Mi raccomando, pregate la persona che delegaherete nel Paese di origine di spedirvi il tutto, di controllare accuratamente che chi apostilla e soprattutto chi traduce, non faccia il minimo errore apponendo i vari timbri che collegano i fogli, altrimenti potreste incappare in quale stronzissima megera che fregandosene del fatto che vi siete magari alzati alle 04:45 del mattino, che state perdendo mattinate di lavoro e che vi sembra di vivere in un girone infernale dantesco, vi potrebbe dire che "non va bene" e vi potrebbe indirizzare presso il Tribunale della vostra città per fare apporre un "semplice" timbro.
Tanto semplice quel timbro poi non lo sarà, dato che nessun Tribunale segue quel percorso, ma vi indirizzerà presso un Traduttore autorizzato al quale consegnerete tutto il plico incriminato (cioè il certificato, la traduzione e le apostille giunte da oltreoceano, con i timbri "sfasati" anche solo di 1 millimetro)  unitamente a OTTANTA EURO. Passeranno quindi dei giorni, il Traduttore si recherà presso il Tribunale che a quel punto metterà il  suo  bel timbro e vi chiamerà per ritirare il tutto... come megera comanda.

Probabilmente a quel punto potrete consegnare tutta la pratica (mi raccomando, FOTOCOPIATE TUTTI I FOGLI APPENA RICEVUTI, OVVIAMENTE SENZA LEVARE I PUNTI METALLICI!!!) in Questura e dovrebbero FORSE consegnarvi una ricevuta contenente i dati del richiedente, una delle foto ed un numero che dovrete utilizzare tramite il sito web della Questura per controllare  quando il permesso o la carta di soggiorno saranno pronti per essere ritirati.
Solo allora avrete nuovamente il piacere di incontrare FORSE per l'ultima volta quello squallido personaggio e guai se avrete l'eccesso di educazione e civiltà di dire "Grazie!" se non per sbeffeggiarlo.

Sottolineo che, come per le volte precedenti, NON ho effettuato la richiesta tramite la procedura "elettronica" delle Poste Italiane, ma utilizzando la strada del CARTACEO, in Questura. Mi sono indirizzato in quella strada burocratica in partenza ed ignoro cosa sia necessario fare altrimenti. In pratica ci sono due possibilità: richiedere permesso o carta via elettronica o via cartacea. Credo (ma posso sicuramente sbagliarmi) che quella cartacea risulti (megere a parte) più economica.

Ricordatevi: fate tutto con scrupolo PRIMA, lasciate il minimo spazio possibile sia agli errori che alle interpretazioni cervellotiche e maligne dei controllori-impiegati. Se lo desiderate, per quanto sia nelle mie capacità mentali, contattatemi pure per un qualche aiuto. Senza problema.







lunedì 4 aprile 2016

Gli... abogados in Repubblica Dominicana.


Questo articolo non vuole essere nè  una denuncia nè un urlo di protesta verso uno degli aspetti più negativi della splendida Repubblica Dominicana, ma semplicemente una sorta di... avviso ai naviganti, affinchè nessuno venga imbrogliato o rischi problema giudiziali per colpa di determinati "personaggi" equivoci che si spacciano per avvocati.

Come  ho preannunciato nel video, ecco il link per poter visionare ed acquistare  su Amazon (se lo vorrete, ovvio) il mio racconto sulla mia esperienza dominicana, nella versione italiana ed in quella inglese. Se lo comprerete... beh, come minimo un bel "grazie" da parte mia. :-)
Diario di viaggio - Repubblica Dominicana  

lunedì 18 gennaio 2016

Come creare un eBook o come far pubblicare un proprio libro (Parte I)

Anni fa, un po' per noia un po' per “ambizione”, mi ero messo a scrivere alcuni racconti che avevo la pretesa e l'ardire di chiamare “libri”. Addirittura quando ero ancora un ragazzino avevo scritto un racconto-romanzo ambientato nel mondo della tifoseria calcistica organizzata che avevo chiamato “Professione: tifoso” (nome che già sintetizzava quello che per moltissimi ragazzi era il proprio mondo e non solo una passione della domenica pomeriggio). Non ricordo quanto fosse lungo, di sicuro non moltissime pagine, ma ricordo bene che (per avere un parere esterno) l'avevo inviato ad una persona, pregandola di farmi avere il suo parere. Quel tizio (o tizia?) non l'avevo più sentito e tempo dopo, guardando i titoli dei libri sulle bancarelle che costeggiavano la strada che percorrevo per andare al lavoro, avevo notato un libro dal titolo molto simile se non addirittura uguale: avrei dovuto comprarlo per leggere se il contenuto era mio al 100% o se magari mi aveva rubato solamente l'idea, ma non me la sono sentita. Ho preferito restare con il dubbio per non deprimermi terribilmente.
Da quel giorno per un lunghissimo periodo di tempo non ho più scritto niente a livello di racconto-libro. Nel 2008, però, ho cominciato a premere i tasti del mio notebook e mi sono messo a descrivere una vacanza che avevo fatto in Grecia, nell'isola di Kos, perché era stata così... strana e troppo divertente per non essere raccontata a qualcuno.
Dopo aver concluso quel racconto, però, mi sono accorto che le pagine erano davvero poche, che non potevo competere con il numero di quelle contenute in un libro normale e quindi quel file è rimasto per un po' di anno archiviato nell'hard disk del mio computer, senza che facessi niente altro.
Nel settembre del 2010 ho fatto una vacanza che mi ha, poi, cambiato la vita, in Repubblica Dominicana ho conosciuto quella che è diventata mia moglie e l'inizio, quel racconto, l'ha avuto mentre ero ancora in aereo, incavolato nero con l'Air France, ignaro di come tutta quella vacanza sarebbe diventata per me un qualcosa che meritava veramente di essere narrato. Dopo aver scritto l'ultima riga del libro, mi sono accorto che, questa volta, le pagine erano decisamente più consistenti del racconto greco ed a quel punto il desiderio di riuscire a pubblicarlo si è fatto strada nella mia testa.
Già, pubblicare un libro... ma come? Se non sei uno scrittore conosciuto ed apprezzato, devi essere ricco o comunque essere disposto ad investire soldi sul tuo racconto, facendolo stampare, acquistandone te svariate copie e preoccuparti di distribuirlo e fare, quindi, marketing.
Teoricamente controllando in rete si possono trovare siti dove la frase “pubblichiamo gratis i tuoi libri” esiste ma andando a fondo si scopre che di gratuito c'è veramente pochissimo, che alla fine loro stampano gratis il tuo libro a patto che tu compri un tot di copie (e non parlo di 10 solamente)...
Quindi, con la consueta espressione di delusione sul volto, ho archiviato anche quel racconto sullo stesso computer e fino ai primi giorni del 2016 non ho fatto più niente.
Non ricordo quale sia stata la causa che ha fatto accendere la mia lampadina mentale, ma ad un certo momento si è accesa come una scritta al neon davanti ai miei occhi che diceva “Esistono gli eBook”.
E' vero! Adesso per pubblicare, per far conoscere un libro o un racconto qualsiasi (anche breve) non è obbligatorio stamparlo su carta, ma è possibile convertirlo in eBook (libro elettronico) e pubblicarlo in rete. Certo, c'erano ancora mille quesiti da risolvere per arrivare dall'idea alla realizzazione, ma la strada era quella giusta ed era il caso di spolverare i miei due racconti, perché esistevano svariate possibilità in merito alla loro pubblicazione.
Cosa bisogna, quindi, fare per realizzare un eBook e farlo pubblicare?
Andiamo per gradi, per passi.
  1. Scrivere un racconto utilizzando un determinato formato (su Amazon è consigliato US Letter) per avere una dimensione del carattere ed un'impaginazione ben definita. E' possibile comunque formattare il testo in un secondo tempo, quindi... supponiamo di seguire questa strada e di scriverlo un po' come meglio ci aggrada.
  2. Leggerlo due o più volte e correggere tutti gli errori, prima con il controllo ortografico offerto del programma (utilizzate OpenOffice Writer, che è un software favoloso e gratuito; potete scaricare l'intero pacchetto su http://www.openoffice.org ), poi ascoltandone la forma, riga dopo riga (ricordatevi che se scrivete “io ho andato”, magari il controllo automatico non segna alcun errore...).
  3. Farlo leggere da almeno una persona, in modo che controlli gli errori che vi saranno sicuramente scappati.
  4. Scaricare (da http://sigil-ebook.com/) ed installare il programma Sigil che è un software a dir poco favoloso che crea gratuitamente e discretamente semplicemente gli eBook.
  5. Tornate al vostro racconto con OpenOffice Writer e salvatelo in formato .html
  6. Aprire Sigil, scegliere Modifica, poi Impostazioni, poi Pulisci il sorgente e cliccare su HTML Tidy, poi confermare con OK.
  7. Scegliere File, Apri, trovare la cartella dove è archiviato il racconto (in formato HTML), variare il tipo di file da trovare da File EPUB a FILE HTML, appunto. Selezionare il racconto desiderato, poi cliccare su Apri.
  8. Ora occorre dividere il racconto in capitoli, posizionando il cursore proprio all'inizio e cliccare su questa icona

  9. Cliccare immediatamente dopo su un'altra icona, in modo da formattare il paragrafo e renderlo riconoscibile ed utilizzabile da Sigil.
  10. Allineare l'eventuale titolo del capitolo come si desidera: io, ad esempio, lo pongo sempre al centro, quindi clicco su un'altra icona
  11. Se lo si desidera cambiare il nome ai capitoli, che man mano si creeranno sulla sinistra, cliccando con il tasto destro del mouse e scegliere Rinomina.

  12. Alla fine creare l'indice dei capitoli, semplicemente cliccando su questa icona.
  13. Premere poi il tasto F8, in modo da entrare nella schermata dell'editor di metadati.
  14. Cancellare tutte le righe, una per una, selezionandole e successivamente scegliendo Rimuovi.
  15. Inserire il titolo dell'eBook, il vostro nome (come Autore) e controllare che la lingua sia “Italiano – Italia”, quindi premere OK.
  16. Dopo tutto questo lavoro è necessario validare il nostro eBook, cioè controllare se ha qualche errore oppure se è pronto per... il lungo viaggio. Premere quindi l'icona sottostante ed incrociare le dita.
  17. Se la risposta è positiva, salvare il file il formato ePub ed uscire da Sigil.
  18. Aprire il vostro browser preferito (il mio è Google Chrome) ed andare sul sito http://www.lulu.com
  19. Registratevi in pochi passi e, ovviamente, gratuitamente.
  20. Cliccate in alto su “CREA” e scegliere “EBOOK”.
  21. Confermare cliccando su “CREA IL TUO EBOOK”.
  22. Cominciare il vero e proprio inserimento su Lulu.com del racconto indicando il titolo (Nome e Cognome saranno già compilati).
  23. Selezionare “Vendi il tuo libro” (quasi sicuramente lo sarà già) e poi “Salva e continua”.
  24. Il passo che segue è molto importante per il nostro racconto, dato che gli viene assegnato un codice unico e gratuito, che indica che Lulu.com è il vostro editore e lo rende rintracciabile a livello mondiale, cioè il codice ISBN (una sorta di codice fiscale, una carta di identità per il racconto).
  25. Selezionare “Ottieni un ISBN gratuito da Lulu.com” e cliccare su “Salva e continua”.
  26. Nella schermata seguente avremo il nostro codice ISBN che useremo immediatamente, ancor prima di fare l'upload del nostro racconto su Lulu.com.
  27. Lasciamo in sospeso Google Chrome e la pagina aperta su Lulu.com, annotando (o facendo “Copia”) il codice ISBN.
  28. Aprire nuovamente Sigil e, ovviamente, il file del nostro racconto in formato EPUB.
  29. Una volta caricato, cliccare su questa icona oppure premere il tasto F8 per aprire l'editor di metadati.
  30. Aggiungere il codice ISBN appena ottenuto cliccando su AGGIUNGI BASIC.
  31. Cliccare su “IDENTIFICATORE: ISBN” e OK.
  32. A questo punto torneremo alla maschera dell'editor di metadati.
  33. Cliccare due volte sul campo VALORE relativo alla riga IDENTIFICATORE ed aggiungere il codice ISBN ottenuto su Lulu.com
  34. Premere OK
  35. Salvare il nostro eBook, sempre nel formato EPUB e tornare a Google Chrome, proprio nella schermata che avevamo appena lasciato.
  36. Andare avanti premendo “Salva e continua”.
  37. La videata che ci si presenta è cruciale per la pubblicazione del nostro libro, dato che sarà lì che lo inseriremo e dove sarà controllato. E' necessario dagli, quindi, una bella ed attenta occhiata.
  38. Ho evidenziato con una freccia verde un campo molto importante, dove ci viene proposto di scaricare un determinato formato che è quello da utilizzare per compilare il nostro racconto. Se abbiamo già utilizzato quel formato durante la creazione con OpenOffice Writer, non ci sono problemi, altrimenti scaricatelo, apritelo e copiateci “dentro” tutto il racconto, formattato come abbiamo deciso noi inizialmente. Dopo averlo salvato (ricordate, in formato HTML, bisognerà seguire nuovamente i passi dal 6 in poi, anche se naturalmente alcuni li salterete (siete già registrati su Lulu.com).
  39. Il vero e proprio inserimento del nostro eBook è indicato dalle frecce rosse che indicano che prima dovrete sceglierlo all'interno del vostro computer e successivamente, caricarlo (prima click su SCEGLI FILE, trovarlo, poi CARICA IL FILE).
  40. Se non ci otterranno segnalazioni di errore si potrà aprire una bella bottiglia di spumante e brindare al fatto che state per diventare autori di un libro elettronico pubblicato online.
  41. Siamo a buon punto ma non abbiamo ancora finito: il resto... al prossimo articolo.

giovedì 23 aprile 2015

La mia vacanza in Repubblica Dominicana - parte sesta




lunedì 20 aprile 2015

La mia vacanza in Repubblica Dominicana - seconda parte


Lo so che il numero DUE viene dopo l'UNO e prima del TRE... ed io lo faccio comparire dopo il QUATTRO, ma vi assicuro che non e' colpa mia, bensì di YouTube, che mi ha "censurato" la seconda parte del diario di viaggio e non mi ha permesso di rispettare il normale ordine. Solo oggi ho rielaborato questa parte, eliminando una musica di fondo di Alan Parson Project, inserendone un'altra (anch'essa "censurata") ed infine ho lasciato la parte finale senza musica, sperando che possa risultare ugualmente accettabile.

sabato 18 aprile 2015

La mia vacanza in Repubblica Dominicana - quarta parte



venerdì 10 aprile 2015

La mia vacanza in Repubblica Dominicana - terza parte



martedì 7 aprile 2015

La mia vacanza in Repubblica Dominicana - prima parte



sabato 7 marzo 2015

Consigli per chi viaggia - tutorial 3


Questa piccola guida "parla" di un qualcosa che dobbiamo necessariamente portare con noi quando viaggiamo, specie se andiamo a visitare posti distanti. Distanti non necessariamente chilometricamente parlando, ma specialmente a livello di usi, costumi, abitudini.
Ricordiamoci sempre di portare nel nostro bagaglio a mano il RISPETTO e ricordiamoci che non siamo superiori a nessuno e che non andiamo a fare un "safari" in mezzo ad esseri primitivi, che sono persone che vivono con una dignita' che noi ci sognamo e che, soprattutto, siamo NOI ad andare in casa LORO, quindi... EDUCAZIONE e RISPETTO. Sempre.



mercoledì 18 febbraio 2015

Consigli per chi viaggia - tutorial 2



Seconda parte del tutorial, una sorta di aiuto a chi viaggia e magari non lo fa tanto spesso (se non addirittura per la prima volta.
Sono consigli su come non fare errori commessi sulla propria pelle o su quella di amici e conoscenti. Quando si viaggia e' facile fare qualche cavolata, essere imprudenti, lasciarsi trasportare dagli eventi e capire poco di cio' che accade attorno (stanchezza, adrenalina, disorientamento: e' su questo che contano gli eventuali "furbetti" locali).
State sempre molto, molto attenti.
Questa seconda parte vi fornisce qualche piccolo consiglio relativo all'arrivo a destinazione, subito dopo essere sbarcati dall'aereo.



mercoledì 11 febbraio 2015

Tornato a casa da... casa: coma profondo!


Ebbene sì, sono tornato a casa dopo aver passato circa 18 giorni... a casa, o meglio ad Andres de Boca Chica, in Repubblica Dominicana, la mia seconda casa. 
Da casa a casa quindi? Si.
Non ho al momento la forza di raccontarvi niente di questa vacanza, per ora, ma giuro che lo farò. Mi sento stordito terribilmente dal fuso  orario e dalla notte "saltata" (non riesco a dormire in aereo) e mi sto facendo 3000 domande alle quali non riesco a rispondere (del tipo "Ma perche' sono qua?" oppure "Ma devo vestirmi pesante? Perche'?" o anche "Perche' devo mettermi il casco per andare in moto?").
Datemi un po' di tempo e non appena saro' riuscito a riprendere l'uso del mio 15% di capacita' intellettuali, assemblero' tutto i video e le foto che ho riportato e vi daro' un bellissimo resoconto multimediale. 
Promesso. :-)








venerdì 9 gennaio 2015

Condrocalcinosi e... Repubblica Dominicana




Rieccomi!
Sono tornato con brutte nuove (malattia articolare... ) e buone nuove (a brevissimo la tanto sospirata vacanza nella MIA Repubblica Dominicana).
Guardate il video e... non perdetevi i  prossimi contributi dai Caraibi. :-)


venerdì 18 luglio 2014

Curso "dominicano": como hacer una acuenta Skype.


Il video corso di oggi è in spagnolo ed è per i miei amici della Repubblica Dominicana che vogliono utilizzare Skype.
Crèe este vídeo de corta duración para mis amigos dominicanos que desean utilizar Skype y que aún no tienen su propia acuenta.
Perdonen mi español, sé que hablo muy mal. Espero que me puedas entender de todos modos.

Ah, lo siento mucho pero yo hable' en el video de "cunta" y no de "acuenta"... desculpame. :-)
Vamos a comenzar.




Si el video te gustó, haga clic en el anuncio en la parte superior por favor. Gracias.

giovedì 10 luglio 2014

Sognando...




Stanotte, come credo tutte le notti, ho sognato.
Ho scritto "credo" perche' per la stragrande maggioranza dei casi, quando mi sveglio dopo 2 secondi netti non mi ricordo piu' cosa stessi sognando. Stamattina... no.
In pratica ho sognato essermi trasferito in Repubblica Dominicana da pochi giorni e di essere ancora  un po' sbattuto per il trasferimento (12 ore tra treno o auto piu' il volo non sono assorbite dall'organismo in 2 minuti...). 
Cosa e' che mi ricordo fosse la mia preoccupazione principale, una sorta di tuffo al cuore, un qualcosa che mi ero tragicamente dimenticato di fare?
Dovevo scrivere il blog, che altro??
E stavo quasi male al pensiero che non avevo fatto nessun filmato durante il trasferimento e che quella precisa esperienza non poteva essere piu' condivisa, che era persa.
Ma ci pensate che tragedia? Ahahahahahahah!
Di certo cerchero' sempre di tenere questo diario di bordo anche per imprimere su qualche cosa il mio percorso di vita.
Che alienato... ahahahah!!



venerdì 4 luglio 2014

Impariamo a sorridere dal popolo Dominicano



Ci vorrebbe cosi' poco... impariamo da loro.




lunedì 30 giugno 2014

Trasmettere in streaming



Avete mai pensato di trasmettere un evento, di esibirvi, di avere una vostra televisione super privata e di renderla pubblica su internet, proprio dal vivo?
Beh, allora avete gia' pensato allo streaming, non inteso come "mi-vedo-una-partita-aggratis-su-internet", ma come trasmettere un qualsiasi cosa in tutto il mondo. Un esempio? Io ho trasmesso nel 2011 il mio matrimonio, proprio in diretta, per amici e parenti. ;-)